12.10.05

stravaganza

Mah! A volte penso, se almeno avessi avuto fede avrei avuto da questa, un aiuto, un sollievo, qualcosa a cui aggrapparmi nei momenti di maggior sofferenza, invece niente. Non mi piacciono neanche i pazienti che si lamentano, per cui niente lamenti, nonostante “i lamenti” ho constatato che un pò di sollievo lo danno, ed allora rimani solo tu e la terapia che sai che ti farà soffrire ma sai anche che probabilmente ti porterà alla guarigione, se tutto va bene.
Avevo iniziato questo scritto il 15 settembre poi una mia amica di Siena mi disse: perché non vai a rilassarti un pò a Follonica, tanto in casa non c’è più nessuno, così puoi goderti un po’ di vacanza? E fare qualche bagno? Bene, detto fatto. Il giorno dopo sono partito per Follonica insieme alla persona che amo e che in questo periodo mi è stata così vicina dandomi tanto senza mai chiedermi nulla, “si dandomi tanto” è la parola giusta. Rende in pieno tutto quello che lei ha fatto e sta facendo per me!! Ed è lei che mi da tanta forza anche se io a volte le rispondo nervosamente però chidendole scusa subito dopo (perché ho notato che le terapie alle quali sono stato sottoposto mi hanno reso un po’ nervoso, anche perché vorrei fare le cose che facevo prima ma non mi rendo conto dello stress che ha subito il mio organismo, ed e normale che io mi stanchi subito non sono più quello di una volta che non si fermava mai adesso devo fare poche cose con calma), lei capisce.
La guardo nei suoi profondi occhi verdi leggo tutta la sua bontà e umiltà le do un bacio e tutto passa ritorno ad essere sereno. Mi son detto che forse Dio c’è perché è vero che mi son preso un mieloma multiplo però mi ha fatto conoscere Ester ed io mi sono innamorato di Lei e lei di me cosa posso chiedere di più alla vita? Ho trascorso con Lei sei anni stupendi, sereni, privi di stress, spero solo di rimettere questa malattia e poter trascorrere con Lei tantissimo tempo.
Dimenticavo Follonica, mi son trovato bene, ho conosciuto un signore che mi ha dato delle bistecche di carne chianina che non vi dico…. Ed allora mi son detto, crepi l’avarizia, i dottori non ci sono, sono entrato in una enoteca ed ho comprato una bottiglia di chianti classico e vai!!!! Certo l’abbiamo finita in tre giorni, in altri tempi uno bastava, ma è stato bellissimo anche così.
Ho chiesto al dottore se potevo fare il bagno, visto che tantissime cose mi sono precluse e con mia grande sorpresa mi ha detto di sì, allora non ci capisco più niente. Il pesce fresco cotto non lo posso mangiare, devo lavare e disinfettare tutto quello che mangio, devo fare attenzione a questo devo fare attenzione a quello e poi il bagno lo posso fare? Io ho pensato a tutto l’inquinamento che poteva esserci anche se non c’era nessun divieto di balneazione, ma sappiamo bene come è il nostro mare ho meditato un giorno ed alla fine non ho resistito, ho indossato la maschera e mi sono tuffato. E' stato liberatorio, mi son sentito bene, mi son sentito come un ragazzino che vede per la prima volta il mare dopo averlo sognato per una vita. Ed allora via!! Senza paure liberando i pensieri e volando nell’acqua come se fosse stato il grembo prenatale.

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

La fede a volte sembra una specie di scorciatoia emotiva. Ma mi chiedo se invece non sia meglio soffermarsi sulla nostra povera, miserabile, meravigliosa, terrena realtà, gustandone gli aspetti.
Da questo punto di vista forse la chianina e il chianti fanno più miracoli che mettersi in ginocchio con le mani unite.
Non se hai visto Fight Club: c'è una scena in cui Brad Pitt trascina uno sconosciuto in un vicolo, finge di volergli sparare e poi lo lascia andare dopo avergli fatto promettere di riprendere gli studi abbandonati.
E mentre quello scappa via terrorizzato Brad Pitt spiega al proprio compare: "Domani sarà il giorno più bello della sua vita. Domani la sua colazione avrà un sapore come tu ed io non abbiamo mai provato."
Ecco, io penso che il sapore di quella colazione sia molto simile al sapore della tua chianina...

In bocca al lupo,
Soze

9:30 PM  
Blogger ciccio said...

Io ho sempre vissuto fatalmente, ho preso tutto quello che è arrivato e non mi sono mai chiesto perché proprio a me, nonostante alla prima chemio devo confessare che il pensiero mi ha sfiorato, anche se ho subito concluso che sono uno come tutti gli altri. Ma questo senza nessuna forzatura o imposizione, naturalmente, godendo di tutto quello che di bello mi è accaduto, prendendo atto delle delusioni, ma senza acredine o cattiveria. Ho sempre pensato che delusioni sofferenze momenti di felicità, fanno parte del gioco, e che quando arrivano bisogna consumarli fino in fondo, cercando di trarne insegnamento, facendo esperienza, crescendo. Non so se si finirà mai, se anche nella tarda o tardissima età, ci sarà ancora la forza di provare queste emozioni o se la vita scorrerà, o se vigliaccamente si riscoprirà la fede nella speranza della vita eterna.

Grazie e crepi il lupo!
Ciccio

4:29 PM  

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